venerdì, settembre 24, 2004

IRIDOLOGIA: specchio del corpo e della mente




Da millenni l'uomo ha compreso che l'occhio è una parte molto importante del corpo. Da sempre considerato lo "specchio dell'anima" oggi lo studio dell'occhio permette anche di valutare l'energia vitale, lo stato di salute e le emozioni della persona.
Questo metodo di analisi basato sullo studio dell'occhio, è noto come iridologia e consente di studiare le predisposizioni dell'organismo a manifestare disturbi psichici e fisici, mediante una attenta osservazione della struttura dell'iride che viene confrontata con delle particolari mappe dette topografie dell'iride. Esaminando i segni, i colori e le macchie dell'iride gli studiosi hanno infatti determinato e localizzato gli organi ai quali i segni, colori, macchie, fanno riferimento. Ma esiste anche un secondo livello di lettura: questi segni connessi agli organi diventano portatori d'informazioni sull'organo stesso, soprattutto in caso di malattie croniche o ereditarie. Attraverso lo studio del colore di fondo, delle colorazioni sovrapposte e di altri segni, diventa possibile fare un quadro preciso delle predisposizioni patologiche dei soggetti. Esiste un rapporto stretto tra l'occhio, il sistema cerebrale e quello nervoso: il cervello infatti invia costantemente all'occhio le sensazioni ricevute dalle cellule e, in caso di problemi, appaiono sull'iride macchie, fessure e anelli di varie densità e colorazione. Inoltre nella pupilla si possono leggere messaggi relativi ad un forte malessere affettivo. E' un esame indubbiamente utile in quanto consente d'intervenire a livello preventivo. In particolare l'analisi iridologica permette di valutare il quoziente energetico, la capacità reattiva, l'entità del sovraccarico tossinico, la capacità di eliminazione dei residui metabolici, l'equilibrio psico-neuro-endocrino, lo stato di sofferenza di un organo. L'iridologia tuttavia deve essere considerata come metodo di valutazione del "terreno" e non come metodo diagnostico in senso convenzionale in quanto nella pratica clinica non sempre l'esame rivela il segno correlato alla patologia in atto.

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