domenica, settembre 19, 2004

RIFLESSOLOGIA: La salute parte dai piedi



Ammettiamolo, i piedi sono una delle parti più bistrattate del nostro corpo. Eppure, secondo gli esperti, essi riflettono il nostro rapporto col mondo e persino il nostro equilibrio interiore. Ad un piede pesante e rigido, per esempio, corrisponde spesso una natura altrettanto inflessibile. Piedi deboli possono indicare debolezza interiore, timidezza. Piedi orientati in direzioni opposte, invece, esprimono la confusione interiore di chi è indeciso sulla direzione da prendere nella vita. Inoltre, toccarsi i piedi per massaggiarli, lungi dall'essere una cosa sconveniente, può avere notevoli effetti benefici sul nostro stato di salute. Pare lo sapessero anche gli antichi egizi, stando almeno ad un dipinto murale del 2330 a.C., che raffigura chiaramente l'applicazione di un massaggio alle mani ed ai piedi. Ma i primi ad accorgersene, circa cinquemila anni fa, furono i cinesi. In base allo stesso principio che è a fondamento dell'agopuntura - ossia che il corpo umano è attraversato da meridiani energetici che mettono in contatto tra di loro le varie parti del corpo stesso, compresi gli organi interni - essi scoprirono che, stimolando con la pressione delle dita certi punti del piede, si potevano guarire disturbi localizzati altrove nel corpo. Soltanto all'inizio di questo secolo, però, il massaggio del piede trova un'impostazione scientifica anche in Occidente, grazie agli studi dell'otorinolaringoiatra americano William Fitzgerald, proseguiti poi negli anni Trenta da un'altra terapeuta americana, Eunice Ingham, autrice di un celebre testo significativamente intitolato "Le storie che i piedi potrebbero raccontare". Nasce così la moderna riflessologia, o "terapia zonale". Secondo chi la pratica, il corpo umano è diviso in 10 zone o canali di energia (non esattamente corrispondenti, per la verità, ai meridiani dell'agopuntura cinese) che vanno dalla testa in giù fino alle cosiddette "zone riflesse" che si trovano sui piedi, ma anche sulle mani e sul volto. Tutte le parti del corpo che si trovano all'interno della stessa zona sono dunque collegate a questi punti di riflesso, oltre che tra di loro. Quindi, applicando una certa pressione su uno di tali punti, il terapista è in grado di riequilibrare l'energia nella zona ad esso collegata, guarendola da eventuali disturbi. Questa tecnica di massaggio terapeutico si rivela particolarmente efficace sulle nostre estremità inferiori, probabilmente grazie anche alla ricchezza di terminazioni nervose (circa 70.000) che si trovano sulle piante dei piedi. Stimolandole, si possono inviare dei messaggi benefici a tutte le parti del corpo, influenzando in particolare il sistema circolatorio e quello linfatico, ma anche la funzionalità generale del corpo e degli organi interni, nonché le condizioni dell'epidermide. Molti riflessologi ritengono che i benefici della terapia a livello mentale ed emozionale, oltre che fisico, possano essere attribuibili ai suoi effetti sul sistema neuroendocrino, che opera in collaborazione col sistema nervoso, stimolando il cervello a produrre una varietà di sostanze chimiche naturali in grado di agire su organi e tessuti specifici del corpo. Pur non proponendosi come una sorta di panacea, la riflessologia è adatta a tutti, dai bambini agli anziani, e viene usata per trattare un'ampia gamma di disturbi piuttosto comuni, come i dolori alla schiena, la sciatalgia, i problemi digestivi e mestruali, l'emicrania, la pressione alta e le allergie, nonché per ridurre gli effetti negativi dello stress. Inoltre, può essere valida anche come terapia preventiva.
Di recente, a Londra, due ricercatrici, le dottoresse Gowri Motha e Jane McGrath, hanno condotto uno studio secondo cui 37 donne incinta, sottoposte ad una serie di 10 trattamenti riflessologi ognuna, ne hanno beneficiato sia in fase di gravidanza sia durante le doglie. Si sono registrati miglioramenti di problemi comuni tra le gestanti, come il mal di schiena, il bruciore di stomaco e la ritenzione dei liquidi, ma soprattutto la durata delle doglie si è ridotta della metà rispetto alla media nazionale. Ma cosa accade esattamente in una seduta di riflessologia? Il paziente viene fatto stendere su un lettino con la schiena leggermente sollevata e un cuscino sotto le ginocchia, per facilitare il rilassamento delle estremità inferiori. Il terapeuta sta seduto davanti a lui in modo da potergli afferrare i piedi e, contemporaneamente, osservarne il viso per controllarne le reazioni. La tecnica di base consiste nell'esercitare sulla cute una pressione più o meno leggera con il polpastrello del pollice con un movimento continuo che ricorda l'andatura di un lombrico. In linea di massima un trattamento dura circa 45 minuti. Però, se ci si trova di fronte ad un paziente particolarmente nervoso o che ha avuto eccessive reazioni dopo la prima seduta, oppure a dei bambini o a delle persone anziane, si dovrà abbreviare il tempo del massaggio, portandolo a circa 15 minuti. Un ciclo normale è composto, in genere, di dieci trattamenti settimanali o bisettimanali. Se invece la durata di ogni seduta è ridotta a 15 minuti è consigliabile aumentarne la frequenza, magari a giorni alterni.

 Posted by Hello

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Complimenti! Ottimo lavoro. Oltre alla riflessologia plantare, anche i punti della medicina tradizionale cinese (agopuntura) sono formidabili da trattare e le linee e placche della dermoriflessologia sono un vero portento (derivano dagli studi di Calligaris, ma sono stati attualizzati da Gandini). Ciao e buon lavoro!

19 marzo 2012 15:18  

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